lunedì 14 aprile 2014

potenza della volontà

Alla fine, si può dire che ci sono riuscito. E con successo. Ottenendo molteplici vantaggi.
  • Liberarmi dalla dipendenza dalle inefficienze del trasporti pubblici urbani (ATAC fa veramente schifo);
  • Mettere alla prova la mia forza di volontà e le possibilità del mio fisico; 
  • godere delle opportunità che mi regala pedalare dalla periferia fino al cuore di Roma.

Domenica, ho deciso di prendere la mountain bike e puntare verso l'ufficio. Un percorso in parte conosciuto, in parte no, con un abbigliamento tutt'altro che tecnico... per replicare le condizioni da "impiegato che si muove in bici verso un ufficio non provvisto di doccia".

Partenza alle 8:00 in punto, più o meno l'orario di partenza del bus 708. Più o meno, in quanto la corsa non è mai garantita.
Attivo l'app che registra il percorso, i km macinati, il passo tenuto, e parto.
Roma ancora dormicchia, a quest'ora e l'aria è fresca. meno male che ho deciso di indossare una specie di anti-vento.
Arrivo in via del Cappellaccio dopo 20 minuti (7 i km fino ad ora affrontati), da qui in poi solo percorsi protetti.
Arrivo a Ponte Marconi ed imbocco la ciclabile lungotevere, devo cercare di capire quale può essere il percorso migliore, il meno lungo, il meno impegnativo, il meno trafficato... con un paio di indicazioni: o prendere ponte Cavour e dirigermi verso piazza di Spagna oppure arrivare al ponte Regina Margherita e puntare all'obelisco di Piazza del Popolo.
Castel S. Angelo - veduta dalla ciclabile Lungotevere

Seppure i ponti siano stati costruiti in tempi diversi e con stili diversi, a me sembrano tutti uguali: cerco Ponte Cavour e lo confondo - per mia ignoranza - con il Ponte Umberto I. Poco male, riesco comunque ad arrivare in una semi-deserta Piazza di Spagna, per poi affrontare la salita che mi porterà su al Pincio.
Affrontare questa salita, dopo ben 19 km in piano, è una impresa che ha richiesto tanto impegno: il cuore sembrava voler sfondare il petto, i polmoni sembravano fisarmoniche, ma da me non usciva alcun suono: solo rantoli.

Ma l'arrivo a Villa Borghese ha fatto sì che la stanchezza sparisse e l'ossigeno riempisse il sangue: fantastico, come rinascere.



Dopo 1h e 20 minuti (lo stesso tempo che impiegavo con l'utilizzo dei mezzi pubblici) e 22 km percorsi, vivo e vegeto sono arrivato in zona ufficio: che soddisfazione. Mai e poi mai avrei immaginato di poter affrontare una cosa del genere.

Senza strafare, senza sudare eccessivamente, sono arrivato a destinazione: si può fare - mi son detto. E mi son premiato con cornetto e cappuccino in un bar in zona.


Ed oggi, 14 aprile 2014, forse con colpevole ritardo, ho definitivamente mandato a quel paese ATAC: ed anche questa è una gran bella soddisfazione.



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venerdì 24 gennaio 2014

Gli utenti, l'IFO, i parcheggi e la sosta selvaggia

Esistono una serie di problemi legati alla penuria di parcheggi nelle vicinanze dell'IFO e del Ist. Naz. Tumori Regina Elena e dell'Ist. Dermatologico San Gallicano, a Mostacciano. Questi si sostanziano nella sosta selvaggia sul ponte che sovrasta il Grande Raccordo Anulare di Via Chianesi, per poi proseguire su Via Giachino e Via Brandellero. La situazione è insostenibile, per via degli ingorghi che si creano e per le situazioni di pericolo che si vengono a creare (mezzi parcheggiati in curva, in prossimità delle fermate dei bus, blocco della viabilità durante i tentativi di posizionare il veicolo nei posti più improbabili).
Ho più volte segnalato via twitter al Comandante Generale della Polizia Locale di Roma Capitale questa situazione e, in un paio di occasioni almeno, le pattuglie sono intervenute ed hanno sanzionato i veicoli in sosta irregolare o, addirittura, rimosso gli stessi.
Sono dell'opinione, comunque, che gli interventi una-tantum non portano effetti duraturi e che ci vorrebbe una cura "antibiotica" per sradicare questo malcostume: 5 giorni consecutivi - al mattino presto - al fine di impedire (e non, quindi, a sanzionare) che le auto possano essere parcheggiate in divieto di sosta.
Il Comandante, rispondendomi, ha detto che la cosa ha dell'utopistico. E va bene, pur non condividendo, lo accetto. Ma il problema di scarsa fludità del traffico, la pericolosità della sosta selvaggia permangono.
Il problema viene generato dalla mancanza di parcheggi sufficienti ad ospitare gli utenti della Struttura Sanitaria e che - ipotizzo - possono avere dei seri problemi di salute e quindi anche di movimento in autonomia.

Rendiamo loro la vita più semplice.

Non è da considerare minimamente, a mio giudizio, l'uso dei mezzi pubblici standard: l'IFO è servito dalle linee ATAC 700 (che parte dalla fermata metro Eur Fermi e termina la propria corsa proprio davanti alla Struttura) e che - da timetable - parte ogni 18 minuti dal capolinea); dallo 078 (che parte praticamente dalla stazione di Tor di Valle della Roma Lido), con una frequenza di una corsa ogni 20 minuti; e dal 708 che in buona parte raccoglie l'utenza che scende alla stazione metro Eur Palasport), che dovrebbe passare ogni 14/17 minuti.
Ci vorrebbero un paio di "circolari IFO", bus che facciano un percorso breve, dedicato, e che permetta a chi ne abbia bisogno, di arrivare all'IFO in tempi rapidi, e comodamente.

Non ho la presunzione di fornire la soluzione, quella perfetta, anche perché purtroppo il territorio non lo conosco benissimo.
Però...
A Spinaceto-Casal Brunori, in via di Mezzocammino, c'è un'area dedicata al Mercato (foto 1) che viene sfruttata solo 2 giorni a settimana: il giovedì ed il sabato. I restanti giorni, il parcheggio - che ha circa un centinaio di posti - è vuoto. Area inutilizzata. E lì nei pressi c'è la fermata 82156 "Mezzocammino - Mercato". Arrivare qui non è per nulla difficoltoso: è a 5 minuti dall'uscita 26 del GRA, direzione Spinaceto/Pomezia. Stiamo parlando, mi preme ribadirlo, di un parcheggio da un centinaio di posti che - tutti i giorni, tranne il giovedì e il sabato - è libero.
Foto 1 - Il parcheggio del mercato di Mezzocammino. Si notino le 2 fermate ATAC.

A 800 metri da questo parcheggio, esiste l'area ex-mercato, all'altezza di via Reguzzini: altri posti auto a disposizione (foto 2).
Foto 2 - Un ulteriore area di parcheggio, in via di Mezzocammino, altezza via Reguzzini, a 800 m. dal park del Mercato

Quindi un bus, una "Circolare IFO" potrebbe trasportare le persone dai parcheggi di Spinaceto-Casal Brunori all'IFO.
Anche a Mostacciano, dove via Beata Vergine del Carmelo incontra Viale Don Pasquino Borghi e Largo C. Misserville, (foto 3), ci sono un paio di aree adibite a parcheggio.
Foto 3 - Il parcheggio di Largo C. Misserville. 

Quindi, il bus "Circolare IFO", una volta lasciati i passeggeri alla fermata 73980 "Chianesi - Quaranta", potrebbe proseguire fino alla fermata "Don Borghi - Beata Vergine del Carmelo", raccogliere coloro che hanno parcheggiato di fronte alla Palestra "All Time" e in largo C. Misserville, circumnavigare il parcheggio di Largo Misserville e fare rotta sull'IFO.

I parcheggi sono quelli contrassegnati dalle lettere A, E, F: 4,4 km separano A da F

E il cerchio, la "circolare IFO", si potrebbe chiudere.




martedì 12 novembre 2013

Scusi, lei va in bici perché...?

E' il tormentone del momento, su Facebook. Un gruppo di goliardici ciclisti, che quindi ama non prendersi sul serio, ha creato il gruppo "Vado in bici perché...". Dalla semplice ed introduttiva risposta alla domanda, si è presto passati ai contributi filmati con tanto di intervista ai vari ciclisti incontrati - più o meno casualmente - per strada (non su internet, eh eh eh).
Fatto sta che, durante la classica uscita domenicale per i Parchi di Roma, come riportato qui, ho colto la palla al balzo ed ho intervistato e mi son fatto intervistare: gli esiti di questa pseudo-inchiesta sono esilaranti.
. All'inizio c'è stata una specie di resistenza nel praticare questo tipo di indagine da "giornalisti d'assalto", ma poi non ci siamo più trattenuti. Spassosissimo, non è vero? Godetevi quest'altro filmato.

mercoledì 6 novembre 2013

L'occhio di Google

Ogni mattina assisto a questo spettacolo: automobili dappertutto. E, quando dico dappertutto, intendo in ogni spazio disponibile. In doppia fila, sui marciapiedi, sulle strisce pedonali. La situazione è insostenibile, sotto gli occhi di tutti, ma non degli agenti della Polizia Municipale di Roma Capitale... oh, Roma Capitale! Mica cotiche! Niente da fare, non se ne vedono in giro, nemmeno dopo la nomina del nuovo Comandante dei Pizzardoni. D'estate poi, quando il numero di auto si riduce drasticamente, si assiste ad uno strano fenomeno: nessuna auto parcheggiata regolarmente all'interno delle strisce blu, tutte in divieto di sosta. E' proprio vero che in Italia hai la ragionevole certezza di farla franca, sempre e comunque. 
Solleticato da altre idee prese da Facebook, mi son chiesto: ma gooooooglemaps cosa ha registrato dall'alto? La foto non mi ha sorpreso affatto: per facilità di lettura ho marchiato di giallo le auto in sosta irregolare. Quelle in dubbio, non le ho marcate. Quante crocette gialle ci sono? 

mercoledì 30 ottobre 2013

Assuefazione, il male dei giorni nostri

Vedi un padrone maleducato che lascia che la merda del suo cane sul marciapiede; ti stai zitto, non protesti e non ti sogni nemmeno di scriverlo al Menzognero. 
Vedi uno scivolo per disabili ostruito da un'auto di un menefreghista maleducato e non lo denunci su "la Stampa". Idem quando non riesci ad attraversare le strisce pedonali col passeggino dove riposa tuo figlio. 
Auto in divieto di sosta (IFO S.Gallicano - Mostacciano)
Smadonni per un ingorgo all'incrocio, ma non invii una mail al "Corsera" denunciando che un'auto parcheggiata in seconda fila, avendo bloccato il transito di un bus, ha causa la paralisi e ti ha fatto sprecare un'ora e passa della TUA preziosa vita... 
 Non lo fai perché ti sei assuefatto. 
 Per te è normale trovare scooter sul marciapiedi e procedere a zig-zag per andare oltre, auto in seconda fila, in divieto di sosta, sulle strisce pedonali, che ostruiscono il passaggio sul TUO marciapiede; per te ha persino del miracoloso se qualcuno si ferma prima delle strisce pedonali e ti faccia passare... Ma non lo scrivi su alcun quotidiano. 
Per te, essendo una novità, è inconcepibile, inaudito, inaccettabile che chi si muove in bicicletta possa prendersi qualche piccola libertà (leggasi "scelta necessaria"), per garantire la propria incolumità.
Viale del Policlinico, ang. via XX settembre: auto su marciapiedi
Svegliati. E non prendere per buono quello che alcuni giornali scrivono. Le testate hanno padroni, e gli interessi dei padroni sono diversi dai tuoi. Tu non sei il Lettore, sei un potenziale Cliente, e loro vogliono i tuoi soldi. E ti propinano quello che vogliono e per narcotizzarti.

lunedì 28 ottobre 2013

Andare in giro per i parchi di Roma


con la mountain bike e qualche amico svitato.

Sveglia puntata alle 7.00, devo essere da Fabio alle 8:30. Doccia e colazione; mi vesto da pseudo-ciclista, pronti... via.
La periferia di Roma ancora dorme, ed affronto la strada con relativa tranquillità. Poche auto in giro, le strade sono deserte: che goduria. Arrivo al Laghetto dell'Eur, incrocio uomini e donne di ogni età e razza intenti a tonificare i propri corpi, per raggiungere poi il punto di incontro.
Sono le 8:20, uso la trombetta e segnalo il mio arrivo al compagno di viaggio. Sull'Appia Antica c'è il terzo ciclista, e i parchi degli Acquedotti e della Caffarella sono alla nostra portata. Tanto sterrato, tanta polvere, un po' di fango (siamo ad ottobre e, fortunatamente, di domenica non piove).
Di fatto non ci fermiamo mai, non scendiamo dalla bici. Sempre alla ricerca di un nuovo sentiero, un nuovo spazio da esplorare. Ha dell'incredibile trovare così tanto verde al centro della Capitale!
Il culo duole, i muscoli delle gambe sembrano bruciare, ma - alla fine -  che soddisfazione scoprire, al rientro, di aver percorso oltre 50 km!
Una nuova doccia, che lava via la terra e la stanchezza, ed una Domenica da vivere con i polmoni letteralmente aperti, le gambe che vogliono mulinare ancora e con tanta euforia addosso. Domenica prossima si gira di nuovo.




Grazie ATAC

Grazie ATAC, che mi hai costretto a fare di necessità, virtù.

Poltrona deluxe - linea 700 atac
L'annosa inefficienza nel servire l'utenza di Casal Brunori e Mostacciano (nello specifico, con le linee 700 e 708), gli orari costantemente disattesi, le corse costantemente cancellate, le vetture (700) luride e schifose,
inadatte persino ad essere adibite a carri-bestiame, mi hanno spinto a rispolverare un mezzo di trasporto "antico": la bicicletta.

Da aprile 2013, infatti, sopperisco al lacunoso servizio ATAC usando una bici pieghevole: servizio, questo, impeccabile.
Esco di casa alle 8:04, saluto gli utenti che in Via Versari attendono - invano - il 708 e, dopo 25 minuti (4 km appena), arrivo alla fermata metro Eur Palasport o Eur Fermi, pronto per salire sul primo vagone della Metropolitana. Fantastico!

In estate, la situazione era ottima: poca gente sulla banchina, spazio a volontà sul treno.

Ma ora, da settembre, anche prendere la Metropolitana è diventato un problema.
Attendere 6/7 minuti un treno (direzione Termini), nelle ora di punta, dimostra ancora una volta l'inefficienza del sistema ATAC. Le vetture sono inevitabilmente piene già dalla stazione EUR Palasport, e penetrare i corpi con la bici pieghevole sarebbe fuori luogo (anche loro sono miei compagni di sventura).
un bus della linea 708 si presenta così al capolinea di Iris Versari
Il 708 arriva al Capolinea di via Versari in questo stato
Quindi, se prima ho cercato di ovviare al disservizio del 708 e lo schifo del 700 usando la bicicletta, ora quale potrà mai essere la soluzione?
L'ho trovata. E, anche se non è pieghevole (visto che i mezzi pubblici li ho personalmente aboliti), la soluzione si chiama sempre BICICLETTA.

Non appena sarò allenato a sufficienza e troverò la soluzione per non arrivare in ufficio in condizioni inadeguate, sarò ben contento di evitare di pagare ad ATAC i 250 euro dell'abbonamento annuale.

Grazie ancora, ATAC, ché mi hai fatto riscoprire la bicicletta.



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