mercoledì 30 ottobre 2013

Assuefazione, il male dei giorni nostri

Vedi un padrone maleducato che lascia che la merda del suo cane sul marciapiede; ti stai zitto, non protesti e non ti sogni nemmeno di scriverlo al Menzognero. 
Vedi uno scivolo per disabili ostruito da un'auto di un menefreghista maleducato e non lo denunci su "la Stampa". Idem quando non riesci ad attraversare le strisce pedonali col passeggino dove riposa tuo figlio. 
Auto in divieto di sosta (IFO S.Gallicano - Mostacciano)
Smadonni per un ingorgo all'incrocio, ma non invii una mail al "Corsera" denunciando che un'auto parcheggiata in seconda fila, avendo bloccato il transito di un bus, ha causa la paralisi e ti ha fatto sprecare un'ora e passa della TUA preziosa vita... 
 Non lo fai perché ti sei assuefatto. 
 Per te è normale trovare scooter sul marciapiedi e procedere a zig-zag per andare oltre, auto in seconda fila, in divieto di sosta, sulle strisce pedonali, che ostruiscono il passaggio sul TUO marciapiede; per te ha persino del miracoloso se qualcuno si ferma prima delle strisce pedonali e ti faccia passare... Ma non lo scrivi su alcun quotidiano. 
Per te, essendo una novità, è inconcepibile, inaudito, inaccettabile che chi si muove in bicicletta possa prendersi qualche piccola libertà (leggasi "scelta necessaria"), per garantire la propria incolumità.
Viale del Policlinico, ang. via XX settembre: auto su marciapiedi
Svegliati. E non prendere per buono quello che alcuni giornali scrivono. Le testate hanno padroni, e gli interessi dei padroni sono diversi dai tuoi. Tu non sei il Lettore, sei un potenziale Cliente, e loro vogliono i tuoi soldi. E ti propinano quello che vogliono e per narcotizzarti.

lunedì 28 ottobre 2013

Andare in giro per i parchi di Roma


con la mountain bike e qualche amico svitato.

Sveglia puntata alle 7.00, devo essere da Fabio alle 8:30. Doccia e colazione; mi vesto da pseudo-ciclista, pronti... via.
La periferia di Roma ancora dorme, ed affronto la strada con relativa tranquillità. Poche auto in giro, le strade sono deserte: che goduria. Arrivo al Laghetto dell'Eur, incrocio uomini e donne di ogni età e razza intenti a tonificare i propri corpi, per raggiungere poi il punto di incontro.
Sono le 8:20, uso la trombetta e segnalo il mio arrivo al compagno di viaggio. Sull'Appia Antica c'è il terzo ciclista, e i parchi degli Acquedotti e della Caffarella sono alla nostra portata. Tanto sterrato, tanta polvere, un po' di fango (siamo ad ottobre e, fortunatamente, di domenica non piove).
Di fatto non ci fermiamo mai, non scendiamo dalla bici. Sempre alla ricerca di un nuovo sentiero, un nuovo spazio da esplorare. Ha dell'incredibile trovare così tanto verde al centro della Capitale!
Il culo duole, i muscoli delle gambe sembrano bruciare, ma - alla fine -  che soddisfazione scoprire, al rientro, di aver percorso oltre 50 km!
Una nuova doccia, che lava via la terra e la stanchezza, ed una Domenica da vivere con i polmoni letteralmente aperti, le gambe che vogliono mulinare ancora e con tanta euforia addosso. Domenica prossima si gira di nuovo.




Grazie ATAC

Grazie ATAC, che mi hai costretto a fare di necessità, virtù.

Poltrona deluxe - linea 700 atac
L'annosa inefficienza nel servire l'utenza di Casal Brunori e Mostacciano (nello specifico, con le linee 700 e 708), gli orari costantemente disattesi, le corse costantemente cancellate, le vetture (700) luride e schifose,
inadatte persino ad essere adibite a carri-bestiame, mi hanno spinto a rispolverare un mezzo di trasporto "antico": la bicicletta.

Da aprile 2013, infatti, sopperisco al lacunoso servizio ATAC usando una bici pieghevole: servizio, questo, impeccabile.
Esco di casa alle 8:04, saluto gli utenti che in Via Versari attendono - invano - il 708 e, dopo 25 minuti (4 km appena), arrivo alla fermata metro Eur Palasport o Eur Fermi, pronto per salire sul primo vagone della Metropolitana. Fantastico!

In estate, la situazione era ottima: poca gente sulla banchina, spazio a volontà sul treno.

Ma ora, da settembre, anche prendere la Metropolitana è diventato un problema.
Attendere 6/7 minuti un treno (direzione Termini), nelle ora di punta, dimostra ancora una volta l'inefficienza del sistema ATAC. Le vetture sono inevitabilmente piene già dalla stazione EUR Palasport, e penetrare i corpi con la bici pieghevole sarebbe fuori luogo (anche loro sono miei compagni di sventura).
un bus della linea 708 si presenta così al capolinea di Iris Versari
Il 708 arriva al Capolinea di via Versari in questo stato
Quindi, se prima ho cercato di ovviare al disservizio del 708 e lo schifo del 700 usando la bicicletta, ora quale potrà mai essere la soluzione?
L'ho trovata. E, anche se non è pieghevole (visto che i mezzi pubblici li ho personalmente aboliti), la soluzione si chiama sempre BICICLETTA.

Non appena sarò allenato a sufficienza e troverò la soluzione per non arrivare in ufficio in condizioni inadeguate, sarò ben contento di evitare di pagare ad ATAC i 250 euro dell'abbonamento annuale.

Grazie ancora, ATAC, ché mi hai fatto riscoprire la bicicletta.



Pagine